Proposta di legge 2021/0241 - Cosa cambia per la circolazione di crypto-assets in Unione Europea
Di recente il Parlmento ed il Consiglio Europeo hanno raggiunto un punto d'accordo sulla proposta di legge Europea 2021/0241 - "Information accompanying transfers of funds and certain crypto-assets", nata dall'esigenza di contrastare le attività illecite, in particolare il riciclaggio di denaro ed il finanziamento di attività terrotistiche, nel settore delle cryptovalute. L'obbiettivo vuole essere raggiunto dalle istituzione Europee attraverso l'estensione delle regole di tracciabilità proprie della finanza tradizionale anche al nascente mondo crypto.
Le regole in questione sono quelle contenute nella Regulation 2015/847, che impone agli intermediari finanziari tradizionali l'obbligo di corredare ogni trasferimento di beni con i dati dei soggetti coinvolti - quali nome, data di nascita, indirizzo di residenza e numero di conto - e le informazioni relative alla loro provenienza, in modo tale da verificare, in qualche misura, la liceità dei fondi. Queste informazioni devono essere elaborate e conservate sia dall'intermediario mittente che da quello destinatario degli asset transati.
CASPs - Tracciabilità e controllo preventivo
La volontà delle istituzioni Europee è quella di estendere tale "travel rule" anche ai cosiddetti CASP - Crypto Assets Service Providers - operanti in Unione Europea, ovvero quegli istituti che si occupano di fornire servizi di compravendita e gestione di cryptomonete (quali possono essere gli exchange e gli istituti di "CeFi"). Per i CASP vi sarebbe dunque l'obbligo di conservare, condividere fra loro e fornire - se richiesto dagli organi inquirenti - tutte le informazioni relative alle transazioni effettuate dai propri clienti, ovvero provenienza degli asset e dati dei beneficiari.
La volontà delle istituzioni Europee è quella di estendere tale "travel rule" anche ai cosiddetti CASP - Crypto Assets Service Providers - operanti in Unione Europea, ovvero quegli istituti che si occupano di fornire servizi di compravendita e gestione di cryptomonete (quali possono essere gli exchange e gli istituti di "CeFi"). Per i CASP vi sarebbe dunque l'obbligo di conservare, condividere fra loro e fornire - se richiesto dagli organi inquirenti - tutte le informazioni relative alle transazioni effettuate dai propri clienti, ovvero provenienza degli asset e dati dei beneficiari.
Sarà, ovviamente, onere degli utenti fornire tutti le informazioni richieste dalla normativa, sottoposte a controllo di completezza da parte degli stessi CASP.
Inoltre, a differenza degli obblighi imposti agli intermediari "tradizionali", per il settore crypto non vi sarebbe alcuna esenzione per gli spostamenti di piccola entità, in ragione delle peculiarità che interessano il mondo crypto e la ritenuta propensione delle tecnoloie utilizzate a facilitare il riciclaggio di denaro ed il finanziamento di attività illecite.
L'unica eccezione riguarda l'eventualità in cui non vi sia la certezza che il CASP destinatario della transazione sia in grado di tutelare la privacy degli utenti e proteggere i loro dati sensibili. In questo caso, la condivisione inter-CASP delle informazioni sarebbe preclusa.
Ricevuti i beni digitali, i CASP sarebbero obbligati ad effettuare un controllo preventivo sui fondi ricevuti, volto ad accertare innanzitutto che la fonte di questi non sia sottoposta a restrizioni o sanzioni, in secondo luogo dovrebbe assicurarsi che non vi sia rischio che tali beni siano stati utilizzati per finanziare attività terroristiche o che siano oggetto di ricilaggio di denaro illecito.
È lecito ipotizzare che, in caso di sospetto, i fondi non siano rilasciati all'utente e vengano allertate le autorità competenti.
La proposta contempla anche la realizzazione di un registro pubblico contentente i CASP che non si conformano alle regole ed obblighi imposti dal diritto dell'Unione Europea, ai quali sarebbe precluso ogni contatto con i CASP complianti la normativa Europea. Allo stato non vi sono ulteriori informazioni a riguardo.
Trasferimenti da e verso privati: gli "un-hosted wallets"
Altri obblighi e restrizioni interesserebbero i trasferimenti coinvolgenti i wallet privati degli utenti, definiti "un-hosted" dalle istituzioni Europee.
Altri obblighi e restrizioni interesserebbero i trasferimenti coinvolgenti i wallet privati degli utenti, definiti "un-hosted" dalle istituzioni Europee.
Ad essere "colpiti" dal controllo preventivo dei CASP sarebbero le transazioni provenienti o indirizzate a wallet un-hosted che supererebbero la soglia dei 1000€. In questo caso, verrebbe richiesto ai CASP di accertarsi che la proprietà di questi sia effettivamente riconducibile al soggetto resgistrato sulla piattaforma.
Sulle modalità attraverso le quali dovrebbe avvenire questa verifica, la proposta di legge non interviene.
In ogni caso, rimarrebbero completamente esentati da ogni tipo di controllo preventivo i trasferimenti peer-to-peer.
Conclusioni
La proposta legge si trova attualmente in lettura presso il Parlamento Europeo, in fase di preparazione. Elaborato il testo tecnico della norma, il Parlamento lo inoltrerà alla Commissione Europea, la quale potrà approvarlo o modificarlo nuovamente. Dopodiché, il disegno dovrà passare al vaglio delle commissioni per gli Affari Economici e Monetari (ECON) e per le Libertà Civili e la Giustizia (LIBE).
La proposta legge si trova attualmente in lettura presso il Parlamento Europeo, in fase di preparazione. Elaborato il testo tecnico della norma, il Parlamento lo inoltrerà alla Commissione Europea, la quale potrà approvarlo o modificarlo nuovamente. Dopodiché, il disegno dovrà passare al vaglio delle commissioni per gli Affari Economici e Monetari (ECON) e per le Libertà Civili e la Giustizia (LIBE).
Se dovesse essere approvata in questi termini, la norma cambierà non poco il modo in cui gli utenti europei del mondo crypto faranno circolare le proprie finanze attraverso i "Fornitori di Servizi Crypto" custodiali, dovendo comunicare informazioni rilevanti ad ogni spostamento dei loro crypto-assets.
Con ogni probabilità, il controllo più incisivo sarà in entrata ed in uscita, ovvero sui movimenti che interessano i famigerati un-hosted wallets. Il modo attraverso il quale sarà possibile dimostrare la proprietà di quest'ultimi ancora non è chiara, e ritengo sia la sfida più grande da affrontare da parte dei regolatori.
Ci dovremmo preparare a fornire giustificazioni e magari compilare tediosi documenti prestampati.
Fonti:
https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20220627IPR33919/crypto-assets-deal-on-new-rules-to-stop-illicit-flows-in-the-eu
https://oeil.secure.europarl.europa.eu/oeil/popups/summary.do?id=1670834&t=d&l=en
https://oeil.secure.europarl.europa.eu/oeil/popups/summary.do?id=1670834&t=d&l=en
scritto da n.dre // tg: @hangingmonkey // twitter: @nudoliny